Cosa vedere a Shinjuku

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A Shinjuku perdersi è relativamente semplice. E’ la prima cosa che ho scoperto una volta uscito dalla stazione. Non che uscire da quest’ultima sia stato semplice, anzi. Ma poi, passo dopo passo, ti rendi conto che perderti non è mai stato così piacevole.

Non hai alcun punto di riferimento, le scritte che vedi non ti sono di certo di aiuto, ma provi ugualmente piacere. Shinjuku è stata una (la) rivelazione del viaggio a Tokyo e, più in generale, del Giappone.

Cultura, rispetto, parchi spettacolari, pulizia maniacale: grazie Shinjuku per avermi fatto conoscere che un’altra vita è possibile. Ecco le 7 cose assolutamente da vedere durante una vacanza a Shinjuku.

Hanazono Shrine

Se vogliamo, l’Hanazono Shrine racchiude in sé tutta Shinjuku. E’ la prima cosa che ho visto, e non volevo vederla, perché l’idea iniziale era quella di andare al Golden Gai. Sì, mi ero subito perso. Un’altra volta. Ma se non mi fossi perso forse non lo avrei mai visto.

Era pomeriggio inoltrato, la luce del sole stava lasciando il posto a quella artificiale del quartiere Kabukicho, non lontano da qui.

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Shinjuku, il tempio di Hanazono – Creative Commons Kazuletokyoite

Mentre i ragazzi iniziavano ad affollare le altre zone del quartiere, adulti e anziani si avvicinavano con devozione assoluta al tempio. Il rituale aveva inizio.

Due, tre, quattro, cinque persone, e tante altre ancora mi sarebbero passate davanti agli occhi in pochi secondi.

Una preghiera così intensa e diversa dalle altre a cui sei abituato da lasciarti stordito e affascinato allo stesso tempo, prima che il gong ti desti dal ko mistico.

Shinjuku Gyoen National Garden

Il Shinjuku Gyoen National Garden un’opera d’arte, la sintesi perfetta della sentenza “la natura vince sull’uomo”.

Giapponese, inglese, francese: non è l’inizio di una nuova barzelletta ma la struttura del parco, che (si) regala le emozioni più forti con il giardino giapponese, assolutamente fantastico.

Se qualcuno ancora si domanda perché il Giappone è una nazione unica, entri qui: una risposta la troverà sicuramente.

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Shinjuku, Gyoen Park – Creative Commons Olivier Bruchez

Un colore, una ragione, un’emozione. I giardini di Shinjuku hanno un unico volto, una sola ragione, la medesima emozione.

Prima di entrare, ho incontrato il terzo barbone che ho visto in una settimana a Shinjuku (gli altri due all’uscita est della stazione), e ho capito che realmente in Giappone tutto è diverso. Dentro il parco ci si sente coccolati, protetti, ma soprattutto umani, veri.

Kabukicho

Kabukicho, il quartiere a luci rosse di Shinjuku, è dove ho soggiornato durante la mia vacanza. Alla sera, migliaia di persone bussavano alla porta rossa del padrone.

Io mi confondevo tra di loro, ubriacandomi delle luci a neon, fedeli guardiane di un dio senza meta. Grattacieli e marciapiedi, valigette 24 ore tra le verdi speranze dei ragazzi, a testa in su per adorare un rito pagano ripetitivo: la pubblicità.

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Shinjuku, Kabukicho – Creative Commons Yoshimitsu Kurooka

E’ la zona dove ho mangiato meglio. Il locale Ichiran (ramen) e il Tonkatsu Wako sono qui. Kabukicho è anche il quartiere dove, gira che ti rigira, ti ritrovi sempre alla sera, quasi come se una legge divina abbia stabilito così.

Tu magari non vuoi, ma sei ugualmente attratto qui. Dal movimento delle persone, dalle luci, dai mega schermi. E le altre luci, quelle rosse, non c’entrano niente.

Tokyo Metropolitan Government

A Shinjuku ha sede il Tokyo Metropolitan Government, vale a dire il Palazzo del governo metropolitano di Tokyo. L’area rarefatta di Kabukicho è lontana. Il giorno fa posto alla notte. Due torri, almeno è come io le vedo, svettano altissime sull’inerme passante.

Una bandiera sta a ricordare l’appuntamento imminente di Tokyo 2020, le Olimpiadi. Tanto alte da fuori, quanto caotiche all’interno, nonostante il caos vero sia da tutta un’altra parte.

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Shinjuku, Tokyo Metropolitan Government – Creative Commons IQRemix

Dall’Osservatorio si gode di una sterminata vista su Tokyo. Soltanto dall’alto ti accorgi, forse, dove fino a qualche minuto prima stavi camminando e di come possono considerarti le persone che ti scrutano tra le nuvole dei grattacieli.

Sei un granello di sabbia, accanto ad altre migliaia di corpuscoli, ed insieme formate una folla oceanica, dove numeri e sentimenti si mescolano alla foschia che troppe volte impedisce di ammirare il panorama da qui in alto.

Isetan

L’unico centro commerciale di Shinjuku di cui mi ricordo è Isetan. Ero in dubbio fino all’ultimo se inserirlo o meno tra le cose da vedere, ma alla fine ho pensato: non per forza tutti la devono pensare come me.

Premessa: lo shopping e tutti i suoi derivati sono cose molto lontane da me. Tutto ciò che luccica eccetera è distante anni luce. Ma Isetan qualcosa di particolare ce l’ha.

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Shinjuku, Isetan – Creative Commons Itsc1980

Isetan è stato, involontariamente, il primo appunto su Shinjuku preso quando ancora ero a casa. L’avevo segnato su Google Keep, come punto di riferimento per uscire correttamente dalla stazione. Ovviamente siamo usciti da tutt’altra parte.

Quando siamo entrati, stavolta coscientemente a differenza di tanti altri luoghi, siamo stati folgorati da una particolarità: acqua gratis con bicchiere usa e getta. Nella città delle macchinette ad ogni metro è un paradosso glaciale.

Golden Gai

Il Golden Gai è forse il luogo più particolare di Shinjuku. Alla mattina è tanto banale che manco ti accorgi che sei lì. A me è successo il primo giorno, come ti stavo raccontando, quando perdendomi mi son ritrovato di fronte al tempio di Hanazono.

Di sera invece cambia tutto. Soltanto allora ti accorgi quanto una luce diversa possa fare la differenza su un determinato luogo.

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Shinjuku, Golden Gai – Creative Commons Catherine Shyu

Spazi minuscoli, habitat di esigue anime in cerca di vita. Vicoli balbettanti, tetri, che attendono ore prima di ricevere il tocco di dame e cavalieri oscuri in punta di piedi. Mi sento un passeggero distratto, mentre naviga tra locali proibiti e nebbia soffusa.

Girare la testa ripetutamente, prima a destra, poi a sinistra, documentando una cronaca immaginaria, senza un inizio e una fine. Quando ti accorgi che di dorato, in fondo, non c’è nulla è troppo tardi: ti sei perso, ancora.

La stazione di Shinjuku

Sembrerà banale, ed in effetti lo è, ma la stazione di Shinjuku è realmente il simbolo dell’immenso quartiere di Tokyo. Una città sotterranea, affollata tanto alle 7 del mattino quanto dopo cena. Ho visto più valigette 24 ore qui che in tutti gli altri anni della mia vita.

Mi sono perso dieci, venti, trenta volte. E sono stati qui soltanto una settimana. Ma di alcune cose non mi dimenticherò mai.

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Shinjuku Station – Creative Commons Daniel Ramirez

Le persone sanno sempre dove camminare o stare. Letteralmente. In un primo momento ti chiedi come facciano, poi quando guardi in basso oppure realizzi che non sei in Italia, allora trovi la risposta: organizzazione, rispetto.

Quando poi vedi un uomo, neanche giovanissimo, incaricato di pulire il corrimano, e con quale abnegazione e umiltà svolga il suo lavoro, non puoi far altro che ringraziare, augurandoti prima di partire che quello dato a Shinjuku sia soltanto un arrivederci.

Dopo Tokyo, il nostro viaggio in Giappone è proseguito per una decina di giorni in altre splendide località nipponiche. Ti consiglio di leggere le guide di viaggio su Kamakura e Nara.

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