Islanda apre le frontiere a tutti i turisti vaccinati

Dal 18 marzo è possibile visitare l'Islanda senza restrizione se si è stati vaccinati contro il Covid-19. Il via libera vale per chiunque, anche per i turisti provenienti dai Paesi extra-UE.

Ai visitatori stranieri viene richiesto un certificato di vaccinazione valido, rilasciato da un'autorità di Schengen, dallo spazio comune europeo, oppure dall'Oms. Grazie a questo certificato si è liberi di circolare in tutto il territorio islandese senza dover prima sottoporsi al tampone né tantomeno alla quarantena.

L'Islanda diventa così uno dei primi Paesi al mondo a riaprire le frontiere ai turisti vaccinati, indipendentemente dalla loro nazionalità. Fino alla data di ieri, invece, le porte erano aperte soltanto per le persone a cui era stato somministrato il vaccino ma residenti nell'Unione Europea.

Chiaro l'obiettivo del piccolo Stato del Nord Europa: dare nuovo ossigeno alla propria economia colpita in maniera pesante dalla pandemia, responsabile del crollo dell'industria turistica, tra le più importanti per la nazione.

Non è nemmeno la prima volta che l'Islanda fa da apripista a decisioni riguardanti il rilancio del turismo. Nelle prime settimane dell'anno, ad esempio, aveva promosso per prima in Europa il progetto della riapertura delle frontiere ai visitatori dell'area UE in possesso di un certificato che accertasse l'avvenuta somministrazione del vaccino.

Adesso, a distanza di due mesi, l'isola del Nord Europa decide di allargare ulteriormente i propri orizzonti, aprendosi a tutti i turisti del mondo già vaccinati.


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E come già era successo in passato, è assai probabile che l'Islanda possa essere seguita nella sua decisione da altre nazioni presenti nel Vecchio Continente. Al momento, il candidato ideale appare la Grecia, dove la campagna di vaccinazione è stata impostata sia per la messa in sicurezza della popolazione, ma anche per il rilancio immediato del turismo per la prossima stagione estiva.

Così come l'Islanda, la Grecia si è infatti contraddistinta nei mesi scorsi per alcune scelte che hanno poi ispirato anche altri Paesi al di fuori dei confini europei. Tanto per citare un esempio, basti ricordare l'intesa con Israele e Cipro per consentire la libera circolazione di tutti i visitatori che avevano già ricevuto il vaccino.

Inoltre, sempre la Grecia era stata tra le prime in Europa a sponsorizzare il Green Pass europeo, anticipando di fatto la proposta della Commissione europea sul certificato digitale verde.


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5 viaggi all'aria aperta in Italia da fare assolutamente dopo la pandemia

Viaggiare all'aria aperta e scegliere destinazioni che permettono di passeggiare immersi nella natura sarà una delle priorità dei turisti che torneranno a viaggiare dopo la pandemia o quando la situazione lo permetterà. Oltre ai luoghi poco affollati e itinerari tra borghi e percorsi rurali, sono i soggiorni all’aria aperta ad avere una preferenza anche per le prossime vacanze In Italia è possibile scegliere tra numerosi percorsi e itinerari ma ne abbiamo scelti 5.

Nelle Marche, tra il Conero e il Monte San Bartolo

 

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Per chi ama mare, appennini e verdi colline le Marche sono il luogo ideale per organizzare una vacanza all’aria aperta. Si va dai sentieri sul Monte Conero, da dove ammirare le spiagge dell'omonima Riviera e godere dei bellissimi paesaggi costieri, fino alle escursioni sul Monte San Bartolo, dove perdersi tra piccoli borghi e percorsi in mezzo alla natura.

L’Alta Badia in Alto Adige

 

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Una delle zone più belle per organizzare una vacanza all'aria aperta è l’Alta Badia con i suoi itinerari naturalistici che vi faranno innamorare. Dai parchi Moviment, ideali per grandi e bambini, passando per l’escursione verso la Chiesetta di Santa Barbara e i percorsi che portano ai prati dell’Armentara e il Rifugio di Santa Croce, non sarà davvero possibile annoiarsi.

Percorsi sul lago di Como


Il lago di Como con le sue viste mozzafiato e gli scorci stupendi su ville, giardini e piccoli borghi colorati offre anche varie opportunità per dedicarsi agli itinerari all’aria aperta. Tra i must la Greenway del lago di Como, un percorso di 10 km che va da Colonno a Cadenabbia, la via dei Monti Lariani e le passeggiate dalle baite di Brunate, da dove ammirare viste davvero mozzafiato sul lago.

Gran Sasso in Abruzzo e Rocca Calascio

 

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Per chi ama il trekking, impossibile dimenticare l’escursione al Corno Grande del Gran Sasso, un percorso di 5 o 6 ore che sarà ben ripagato dalla vista. E ancora una visita allo spettacolare castello di Rocca Calascio e il borgo di Santo Stefano di Sessanio. Un piccolo assaggio di Abruzzo che vi farà innamorare.

Distretto dei laghi in Piemonte

 

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Tra il lago Maggiore e le Alpi, questa zona è davvero perfetta per passeggiare in mezzo alla natura, trovare percorsi ciclopedonali e per fare trekking. Tra i più consigliati il Parco Naturale Veglia Devero e le Cascate del Toce in Val Fermezzo, ideali per tutta la famiglia. E poi ovviamente un tour del Lago Maggiore con i suoi scorci eleganti.

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Anche la Repubblica Dominicana accoglierà i nomadi digitali

Aumentano sempre di più le liste di paesi che accolgono i nomadi digitali, smart workers che vogliono trasferirsi per un certo periodo in un altro paese e lavorare da remoto. Dopo la pandemia e il boom del lavoro da casa, molte destinazioni internazionali hanno deciso di puntare proprio su questo tipo di lavoratori per rilanciare alcune mete e l’economia locale.

Il nuovo progetto della Repubblica Dominicana

Lo scopo è offrire servizi per gli smart workers che per un certo periodo vivranno e spenderanno nel paese che li ospita. Di recente sono state la Croazia, l'Islanda, le isole Cayman e persino Madeira e le Seychelles a puntare sui nomadi digitali, offrendo dei visti appositi o facilitazioni varie per soggiornare in hotel di lusso o case condivise.

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Un progetto simile è in procinto di diventare realtà anche in Repubblica Dominicana, che sta organizzando dei pacchetti di workation che offrono soggiorni prolungati con stanze dotate di tutto l'occorrente per lavorare, aree ufficio e servizi stampa. È il caso del Gruppo Maelia che che ha dato già vita ad un pacchetto chiamato Your office on the beach, un soggiorno lungo che abbina lavoro e vacanza tra spiagge da sogno e lusso.

Sempre più nomadi digitali

I nomadi digitali che vogliono aderire al progetto, avranno anche una copertura sanitaria se soggiorneranno negli hotel che aderiscono all’iniziativa e saranno anche sottoposti a tampone per la sicurezza di tutti. Lo scopo è quello di rilanciare la Repubblica Domenicana come destinazione turistica, un pò come hanno fatto le Maldive e le Seychelles, che allo stesso modo hanno pensato a dei pacchetti per nomadi digitali che vogliono abbinare lavoro e vacanza.

Bisogna infatti diversificare i nomadi digitali dagli smart workers che decidono di praticare l'ormai noto workation. Nel primo caso si tratta di lavoratori che possono lavorare ovunque e si trasferiscono anche per un anno in un paese diverso, nel secondo caso il soggiorno è una sorta di vacanza e lavoro della durata di due o tre settimane.

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Venezia e Firenze insieme per il rilancio delle città d'arte

I sindaci di Venezia e Firenze hanno presentato al governo "Città d'arte #Nonmetterledaparte", un documento contenente dieci punti per il rilancio del turismo nazionale e internazionale. Le due città d'arte italiane sono state tra quelle che più hanno risentito della crisi causata dalla pandemia e, alla luce anche del nuovo lockdown che durerà almeno fino a Pasqua, non intendono più stare con le mani in mano.

In primis viene chiesto di salvaguardare la filiera del turismo, in aggiunta a un sostegno economico per il settore e incentivi per il turismo in Italia.

Un'altra parte fondamentale del documentale ha per oggetto il trasporto. Secondo i primi cittadini di Venezia e Firenze andrebbe potenziato il trasporto pubblico locale e, al tempo stesso, sviluppato il trasporto turistico non di linea, due elementi che potrebbero offrire una notevole spinta per il turismo.

Il terzo capitolo si concentra sulla residenzialità. La richiesta delle due città d'arte è di fissare regole precise per gli appartamenti destinati ad affitti brevi, proponendo un tetto limite di 90 giorni ogni anno.

Nel decalogo trova poi spazio come ultimo punto l'implementazione delle Smart control room, al fine di gestire in maniera intelligente le città.

A seguire i dieci punti fissati nel piano "Città d'arte #Nonmetterledaparte" sottoposto all'attenzione del governo da parte dei sindaci Luigi Brugnaro e Dario Nardella:

  1. Sostegno economico agli operatori
  2. Incentivi per il turismo in Italia
  3. Attività tour ed experience nelle mani dei professionisti
  4. Norma per le guide turistiche
  5. Incremento del fondo nazionale per il TPL
  6. Lo sviluppo del settore del trasporto turistico pubblico non di linea
  7. Norme per gli appartamenti destinati agli affitti brevi
  8. Norme speciali per la limitazione delle attività commerciali o dei prodotti in libera vendita
  9. Norme per la tutela del decoro e la sicurezza urbana
  10. Sviluppo delle Smart control room per la gestione intelligente delle città

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Passeggeri in aeroporto

Il Green Pass dell'Unione Europea non è un passaporto vaccinale

Il 17 marzo la Commissione europea ha presentato la proposta di creazione di un certificato digitale verde al fine di agevolare la libera circolazione dei cittadini all'interno dell'UE durante la pandemia di Covid-19.

I certificati verdi, noti anche con l'appellativo di Green Pass, saranno validi in tutti gli Stati membri dell'Unione europea.

Attraverso il certificato digitale verde europeo le persone potranno attestare l'avvenuta vaccinazione contro il coronavirus, la negatività al tampone o la guarigione stessa dal virus.

Il certificato, scritto sia nella lingua nazionale che in inglese, sarà reso disponibile gratuitamente in formato digitale e/o cartaceo, con un codice QR contenente le informazioni essenziali e una firma digitale. Inoltre, come specifica il sito ufficiale della Commissione europea, verrà garantita la sicurezza e protezione tramite un sigillo digitale che attesti l'autenticità stessa del certificato.

Il suo rilascio spetta alle autorità nazionali. Ad esempio, potranno consegnarlo gli ospedali, i centri di test, oppure ancora le autorità sanitarie.


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Perché è così importante? Nell'ordine delle idee della Commissione, il possesso del Green Pass Covid permetterà di superare in automatico le restrizioni alla libera circolazione vigenti in ciascun Stato membro dell'Unione.

Nel caso, invece, un Paese decida di imporre ugualmente la quarantena in presenza del certificato verde, dovrà comunicarlo sia alla Commissione che agli altri Stati, giustificando la sua decisione.

Ma come funziona in concreto? Chi intende viaggiare e spostarsi liberamente tra uno Stato membro e un altro dovrà presentare il Green Pass in formato digitale (sul proprio smartphone cioè) o in formato cartaceo all'aeroporto, dove lo staff procederà alla scansione del codice QR e alla verifica della firma.

È importante inoltre specificare che il certificato digitale verde non può essere considerato un passaporto vaccinale, poiché non rappresenterà un prerequisito per la libera circolazione. Ciò significa che anche i cittadini non ancora vaccinati potranno recarsi in un altro Paese dell'Unione Europea, osservando però le restrizioni attualmente in vigore nello Stato in cui sono diretti.

Infine, la Commissione precisa che, in caso di vaccinazione, il certificato digitale verde sarà rilasciato indipendentemente dal vaccino somministrato.


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I Paesi che accettano i turisti vaccinati nel mondo

Mentre si attende l’avvio del passaporto vaccinale o Digital Green Pass che permetterà di viaggiare anche verso l’estero con maggiore tranquillità, avvio che potrebbe iniziare da giugno se tutto andrà per il meglio, ci sono già alcuni paesi che accettano turisti vaccinati o che possono entrare con tampone negativo senza fare la quarantena.

Islanda

Chi è vaccinato può recarsi in Islanda presentando un certificato di avvenuta vaccinazione, che dovrà essere scritto in inglese o islandese o svedese, danese e norvegese. In questo modo sarà possibile saltare la quarantena e il tampone. L’importante è essere cittadini europei. Tutte le informazioni in merito si trovano qui

Seychelles

Anche le Seychelles hanno deciso di riaprire al turismo da fine marzo, grazie alla campagna vaccinale la maggior parte degli abitanti sono vaccinati e questo permetterà l’accesso anche a chi non ha effettuato il vaccino, l'importante sarà presentare almeno un test negativo effettuato non prima delle 72 ore. Maggiori informazioni su questo sito.

Estonia

L’Estonia permette ai vaccinati e a chi è guarito dal covid negli ultimi sei mesi di evitare la quarantena e quindi di viaggiare liberamente. Per poter entrare è necessario presentare l'attestato di vaccinazione riconosciuto a livello mondiale con l’indicazione del lotto e del produttore. Sul sito Visit Estonia tutti i dettagli.

Georgia

Un altro paese che consente di entrare è la Georgia, in questo caso è necessario aver fatto due dosi di vaccino. I dettagli su questo opportunità sono evidenziati qui.

Polonia

In questo momento è possibile entrare in Polonia solo se si proviene da alcuni paesi, sarà possibile viaggiare liberamente senza quarantena per chi è vaccinato.

Grecia

Da metà maggio anche la Grecia riaprirà ai turisti vaccinati e a chi avrà fatto il tampone. Dal 14 maggio, la grecia darà il via libera al turismo per cui potranno entrare sia i vaccinati, chi è guarito dal covid sia chi avrà un tampone negativo.

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Chiesetta di San Giovanni in Ranui (Val di Funes)

Smart working anche in montagna: le mete dove è possibile farlo

Ormai il concetto di smart working in vacanza si si sta facendo largo e sono sempre di più le località che permettono di passare un periodo più o meno lungo in un dato paese e lavorare da remoto in una bella meta.

Lo smart working etico a Courmayeur

Di recente alcuni paesi come Grecia, Croazia, Madeira e le isole Cayman, avevano lanciato dei progetti per attrarre nomadi digitali che possono restare fino a un anno in uno dei paesi scelti per lavorare da remoto. Anche in alcune destinazioni di montagna sono attive le stesse opportunità. Chi ama la montagna sa quanto sia benefico passeggiare tra la natura, godere di immensi paesaggi e fare escursioni tra sentieri, boschi, vette e rifugi per rigenerare corpo e mente.

A Courmayeur, ad esempio, è stato lanciato il progetto Smart Working Etico, un progetto pensato per i lavoratori che vogliono passare un certo periodo in questa località per vivere la montagna e lavorare allo stesso tempo. Gli interessati possono soggiornare per alcune settimane negli hotel aderenti e sfruttare tutti i servizi offerti dalla cittadina ai piedi del monte Bianco.
Alcuni hotel offrono l'opportunità di soggiornare e avere a disposizione di mini uffici di lusso con vista panoramica e wi fi e la possibilità di usufruire di cene e pranzo in camera.

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Lavoro da remoto sulle Dolomiti

Anche Cortina D’Ampezzo, con il progetto Smart Working Holiday, consente ai viaggiatori che vogliono abbinare vacanza e lavoro di vivere un'esperienza simile. Gli hotel saranno attrezzati con Wifi, scrivanie per lavorare e alcune attività outdoor per gli smart worker.

In Alta Badia, in Alto Adige, alcune postazioni di lavoro sono state inserite nell’area Moviment, dei veri e propri parchi a 2mila metri di altezza raggiungibili con le funivie. Ogni postazione sarà dotata di scrivania e Usb alimentato a pannello solare. Sarà quindi possibile lavorare a 2mila metri nello stesso tempo godere di panorami mozzafiato.

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Cosa prevede il piano Garavaglia per il rilancio del turismo italiano

"Vacanze Spa" è il nome del piano presentato durante l'ultima audizione parlamentare dal ministro Massimo Garavaglia. L'obiettivo è il rilancio del turismo italiano già dall'estate 2021, una volta terminato il lockdown a Pasqua.

L'iniziativa si articola in otto punti, alla cui base c'è il gioco di squadra tra governo, regioni e comuni per la promozione del brand Italia. Non mancano poi nemmeno il passaporto sanitario e la rivoluzione digitale, altri due fattori chiave per consentire al settore che da so solo vale il 13% del Pil di ripartire senza fermarsi più.

L'organizzazione è il primo punto citato dal ministro del turismo, il quale ha assicurato che la nuova struttura del ministero lavorerà per "distribuire nel modo più equo e veloce possibile" le risorse disponibili.

Allestita la squadra di lavoro, si è passati poi al coordinamento. Da qui la riattivazione del Comitato permanente per la promozione del turismo, il cui compito sarà quello di "fungere come organo di rappresentanza collettivo".

Il terzo punto elencato da Garavaglia ha per oggetto la sicurezza. Secondo quanto riferito dal ministro, la riapertura sarebbe possibile anche ora grazie ai protocolli attuali. Inoltre, soffermandosi sul passaporto sanitario, ha spiegato che la discussione "è in mano alla presidenza del Consiglio", e che si attendono novità importanti da Bruxelles entro la fine di marzo.


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Un altro elemento importante di cui si è discusso sono gli aiuti economici per aiutare il settore ad uscire dalla crisi. A tal proposito sono stati citati i 230 milioni per agenzie e tour operator, oltre al tesoretto di oltre 1,5 miliardi del bonus vacanze istituito lo scorso anno. Non solo però, perché c'è anche l'idea di estendere il superbonus al 100% alle strutture ricettive.

Durante l'audizione parlamentare Massimo Garavaglia ha citato poi il brand Italia, sottolineando come si debba fare meglio dal punto di vista della promozione turistica. Nei prossimi mesi, ad esempio, si punterà sugli eventi internazionali come il Giubileo (2025) e le Olimpiadi invernali (2026).

Il rilancio del brand Italia dovrà passare per un'autentica rivoluzione digitale, attraverso cui si intende digitalizzare l'intera filiera. L'obiettivo finale è di creare "un ecosistema digitale destinato a fare da aggregatore a tutte le offerte, anche quelle territoriali e dei privati".

Il settimo e penultimo punto consiste nel superamento della frammentazione. Per raggiungere l'obiettivo, il neo ministro del Turismo ha ribadito la volontà di migliorare il rapporto con le regioni e i comuni.

Infine i ristori. Il piano di Garavaglia prevede la distribuzione dei nuovi aiuti economici a tutti, facendo un passo in avanti rispetto alle "logiche dei codici Ateco", assicurando che "non saranno solo interventi sul debito, ma anche di rafforzamento patrimoniale delle nostre aziende".


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Cayos Cochinos è il paradiso terrestre dell'Isola dei Famosi

Su Canale 5 è da poco iniziata una nuova edizione dell'Isola dei Famosi, il reality show condotto da Ilary Blasi. Le novità quest'anno sono numerose, a partire dalla conduttrice, l'inviato e gli opinionisti, ma a non cambiare è la splendida location di Cayos Cochinos.

Da tempo l'isola dell'Honduras ospita i concorrenti del programma televisivo, che si alternano di anno in anno sulle sue spiagge bianche incontaminate. Intorno il mar dei Caraibi e la barriera corallina, la seconda per estensione a livello mondiale.

Le due isole più importanti dell'arcipelago di Cayos Cochinos sono Cayo Mayor e Cayo Menor, le uniche abitate dai locali. Ci sono poi altri quattordici isolotti più piccoli: Cayo Arena, Cayo Balfate, Cayo Bolaños, Cayo Borrego, Cayo Chachahuate, Cayo Chachahuate II, Cayo Culebra, Cayo Gallo, Cayo Largo Abajo, Cayo Largo Arriba, Cayo Paloma, Cayo Redondo, Cayo Timón, Cayo Zacate.

Tra questi c'è appunto Cayo Paloma, un nome senz'altro non nuovo ai telespettatori del reality. È qui infatti che i naufraghi trascorrono la maggior parte del loro tempo: a Cayo Paloma dormono, pescano, si procacciano il cibo, fanno i confessionali e, soprattutto, danno vita alle dinamiche più interessanti su cui si concentrerà poi la diretta.

La spiaggia in cui vivono si chiama invece Playa Cabeza de León.


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Insieme a Cayo Paloma ci sono almeno altri due luoghi familiari agli appassionati dell'Isola: la Palapa (dove si svolgono le nomination e parte della diretta serale) e Playa Uva (dove i concorrenti sono soliti affrontare le prove settimanali).

Entrambe si trovano a Cayo Menor, la seconda isola più grande dell'arcipelago di Cayos Cochinos, seconda solo a Cayo Mayor.

La produzione del programma invece, composta dagli autori e dall'inviato, risiede a La Ceiba, una città di oltre centomila abitanti e capoluogo del dipartimento di Atlantida. Da qui Cayo Menor e Cayo Paloma distano circa dieci minuti di elicottero, anche se il mezzo più impiegato per gli spostamenti è senz'altro la barca.

E Cayo Mayor? L'isola più grande dell'arcipelago honduregno non è interessata dallo show televisivo, essendo una destinazione prettamente turistica.

Un'ultimissima curiosità: a Cayos Cochinos si svolgono anche tutte le altre versioni straniere dell'Isola dei Famosi, tra cui ad esempio Supervivientes, l'edizione spagnola del reality.

Foto in copertina: hnd_viaggio via Instagram


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5 viaggi da fare assolutamente almeno una volta nella vita

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