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Le location più belle della fiction Rai La fuggitiva

Location La fuggitiva, fiction Rai

La fuggitiva è una fiction Rai in quattro puntate con protagonista l’attrice Vittoria Puccini. Il primo appuntamento è andato in onda lunedì 5 aprile, mentre l’ultimo è in calendario per il giorno 26, sempre di lunedì. Le location scelte per raccontare le vicende di Arianna, una donna accusata ingiustamente dell’omicidio del marito e che ha scelto di darsi alla fuga, hanno incantato i telespettatori di Rai 1.

“La scelta delle location ha coinvolto diverse ambientazioni ultra moderne – ha spiegato il regista Carlo Carlei – che privilegiano architetture ardite e d’avanguardia, non facilmente identificabili con un contesto urbano specifico”. Questo il segreto svelato da Carlei, che ha firmato la regia di tutte e quattro le puntate della miniserie televisiva Rai scelta per sfidare l’Isola dei Famosi in quel di Cayo Cochinos.

Dove è stata girata La fuggitiva: regioni e location più evocative

Le riprese della serie La fuggitiva sono state girate tra le regioni di Lazio, Piemonte e Valle d’Aosta. Nel Lazio, a fare da sfondo alla fuga di Arianna ci ha pensato il centro storico della città di Tivoli e, in particolare, il Ponte Gregoriano. Per le ultime scene il set si è poi spostato a Roma. La Città Eterna non ha certo bisogno di presentazioni in questo senso.

Gran parte dell’azione all’interno della fiction si svolge però a Torino. Qui il regista Carlei ha voluto presentare al pubblico il volto più moderno e all’avanguardia del capoluogo piemontese. Tra le location più interessanti citate durante la miniserie citiamo la Nuvola Lavazza (di proprietà del noto marchio torinese), il Parco Dora (celebre parco postindustriale) e il grattacielo di Intesa Sanpaolo (progettato dall’architetto Renzo Piano).

Restando ancora in Piemonte, le riprese de La fuggitiva hanno immortalato altre location mozzafiato, tra cui i quartieri Fondotoce, Pallanza e Suna della città di Verbania. Impossibile poi non riconoscere il Lago Maggiore, una delle perle naturali del Piemonte più apprezzate dal turismo straniero, con in risalto le isole Borromee (ne abbiamo parlato proprio di recente con il nostro approfondimento sui giardini fioriti più belli in Italia).

Infine, alcune scene della fiction La fuggitiva sono ambientate in Valle d’Aosta, più precisamente nei dintorni di Gressan e in un paio di strutture ricettive del capoluogo Aosta. A giganteggiare è la natura incontaminata intorno alla piccola località valdostana, che regala una fotografia ideale per chi si sta già organizzando in vista della prossima stagione estiva.

Apertura spiagge, Garavaglia fiducioso sul mese di maggio

Uno stabilimento balneare di Rimini (demsi3art / Pixabay)

In un’intervista rilasciata in esclusiva a La Stampa, il ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha speso una battuta sulla possibile data per l’apertura delle spiagge la prossima estate, augurandosi che si segua lo stesso percorso dell’anno precedente.

“Sarei più contento se le spiagge, come l’anno scorso, aprissero a metà maggio”, ha confidato il ministro al quotidiano piemontese, chiarendo le parole pronunciate durante una delle ultime puntate di Omnibus.

Come alcuni ricorderanno, Garavaglia citò il 2 giugno come possibile data per la riapertura del nostro Paese. L’intervento nella trasmissione di La7 contribuì però a sollevare più di una polemica sui social. I più critici nei confronti del ministro, ad esempio, definirono il giorno del 2 giugno come troppo distante per la riapertura, soprattutto per chi ha bisogno di programmare il ritorno all’attività con almeno un mese di anticipo.

Nel corso della chiacchierata con La Stampa, Massimo Garavaglia ha invece specificato come con il 2 giugno intendesse che “entro la festa della Repubblica dovrà essere aperto tutto o quasi”, e non che dal 2 giugno si debba pensare a una graduale riapertura.

È proprio in riferimento a questo che l’esponente del governo Draghi ha citato come esempio la riapertura delle spiagge per l’estate 2021 già a maggio, sulla falsariga di quanto accaduto l’anno passato, quando l’Italia era uscita da poche settimane dal primo lockdown nazionale.

Su quanto sia importante il concetto di programmazione, il ministro del Turismo italiano ha spiegato: “Da tempo diciamo che dobbiamo programmare. Sappiamo che, finché i numeri non lo consentono, bisogna essere molto prudenti. Ciò non vuol dire che non si deve programmare”.

L’intervista a La Stampa è servita anche per parlare del passaporto sanitario europeo. Nello specifico, Massimo Garaviglia intende anticipare il pass dell’Unione europea, così da promuovere una ripresa più rapida dell’industria turistica italiana. Il ministro però è anche consapevole che molto dipenderà dall’andamento della campagna di vaccinazione in Italia, con l’obiettivo delle 500 mila somministrazioni al giorno che appare ancora lontano.

Intanto, arrivano notizie positive sul fronte dei contagi: nel corso dell’ultima settimana il numero di contagi è in calo del 25% rispetto alla settimana precedente, con 35 mila casi in meno. Al contrario, è in aumento il numero dei decessi.

5 giardini fioriti in Europa da scoprire in primavera

I giardini di Monet at Giverny (Daniel Sjöstrand / Pixabay)

In Europa è davvero pieno di giardini fioriti davvero bellissimi da scoprire. Durante la primavera, infatti, non c’è nulla di meglio che ammirare e fotografare i parchi e i giardini in fiore e riscoprire quel senso di pace e relax che questi luoghi sanno donare. Di seguito 5 giardini foriti in Europa assolutamente da non perdere in primavera.

L’isola di Mainau in Germania

 

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In Germania, sul lago di Costanza, nella regione del Baden-Wurttenberg, sorge questa isola giardino meravigliosa di 45 ettari visitata ogni anno da milioni di persone. Oltretutto, nonostante si trovi in Germania, sull’isola si trova anche un castello barocco che appartiene a dei membri della famiglia reale svedese. I giardini di questa isoletta sono tra i più belli al mondo. Da non perdere l’Arboretum, la Sofora del Giappone e tante altre specie uniche da scoprire camminando lenti tra colori e profumi.

L’Arboreto Volčji Potok in Slovenia

 

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In Slovenia, si trova il famoso Arboreto Volčji Potok, un parco botanico di 85 ettari dove ammirare 3500 piante e rilassarsi tra ruscelli e torrenti. Seguendo i sentieri guidati si possono raggiungere i cosiddetti punti energetici oppure risposare nelle caffetterie presenti nel parco. Salendo fino alla collina è anche possibile ammirare le rovine del castello.

Giardini Marqueyssac in Francia

 

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I giardini sospesi di Marqueyssac, situati nella valle della Dordogna, fanno parte dei giardini fioriti più belli da scoprire in primavera. Intorno è possibile ammirare storici castelli del XVII secolo circondati dai paesaggi di questo scenografica regione francese. Il giovedì sera i giardini vengono illuminati solo dalle candele e molti turisti si recano a visitarli proprio in questo giorno.

Giardini di Claude Monet a Giverny in Francia

 

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Fiori bellissimi, arte e natura rappresentano i giardini di Monet a Giverny, un luogo perfetto per scoprire la vita e la casa del noto pittore francese e meta ogni anno di milioni di turisti, curiosi di passeggiare tra ponticelli, ninfee, alberi, fiori e ripercorrere i sentieri e gli scorci che lo hanno ispirato per i suoi bellissimi dipinti.

Giardini Botanici a Funchal, Madeira

 

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Se siete in vacanza a Madeira non perdete i giardini botanici di Funchal, situati a 350 metri ed estesi fino a 80mila metri quadri. Sicuramente è tra i giardini fioriti più belli d’Europa, con 2500 piante esotiche, colori, profumi e paesaggi da ammirare unici al mondo.

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La Polinesia Francese riapre al turismo da maggio

Bora Bora (Pixabay)

Anche la Polinesia Francese è pronta a riaprire al turismo. La data scelta è il 1 maggio. Da quel momento, i viaggiatori potranno recarsi nella bellissimo arcipelago immerso nel Pacifico per una vacanza da sogno, come spesso usiamo immaginarla.

La Polinesia Francese riapre i confini da maggio 

Dopo la Grecia e la Croazia pronte a riaprire ai turisti, così come le meravigliose Seychelles, anche la Polinesia Francese si prepara alla riapertura dei confini per accogliere nuovamente i viaggiatori che vogliono godere del magnifico paesaggio e delle spiagge stupende di queste isole da sogno.
Grazie ai contagi molto ridotti, infatti, la Polinesia Francese può contare su una riapertura prossima.

Nell’ultima settimana si sono segnalati solo una ventina di casi. Anche la campagna di vaccinazione procede al meglio e tutta la popolazione può vaccinarsi senza intoppi.

Confini in riapertura per i vaccinati o negativi al tampone, le regole

Come per gli altri paesi che hanno deciso di riaprire ai turisti stranieri, per la Polinesia Francese bisognerà seguire delle regole prima di entrare. Ovviamente, tra i protocolli d’ingresso, vanno segnalate l’obbligo di indicare se si è vaccinati o se si ha un tampone negativo effettuato entro 48 ore prima di partire.

Nei prossimi giorni, comunque, saranno discussi questi protocolli e integrati da parte del ministro del Turismo e gli enti dedicati. C’è anche da dire, che la Polinesia Francese ha anche ottenuto il marchio Safe Travel. Per ora sono 250 le mete che sono riuscite ad avere questo riconoscimento, che significa, appunto, quelle mete sicure in cui viaggiare, dove vengono scrupolosamente seguite le direttive in materia di sicurezza e igiene e quindi non si corrono particolari rischi. La data da segnare in calendario, insomma, è quella del 1 maggio. Da quel momento, una vacanza a Bora Bora o Papeete non sarà più un utopia.

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Anche la Croazia riapre ai turisti, ecco le regole per le vacanze

Il porto di Dubrovnik (Ivan Ivankovic / Pixabay)

Anche la Croazia ha deciso di riaprire ai turisti. Dopo la Grecia che per fine aprile avrà 70 isole covid free e da metà maggio riaprirà ai turisti vaccinati e con tampone negativo, anche la vicina Croazia si prepara alla stagione estiva e si dice pronta a riaprire ai viaggi.

Le regole per andare in vacanza in Croazia

Le regole per poter andare in vacanza in Croazia questa estate sono più o meno le stesse della Grecia. I turisti vaccinati da almeno 14 giorni avranno libero accesso così come gli stranieri guariti dal covid nei precedenti 180 giorni precedenti al viaggio. Per i vaccinati o per chi è guarito dal covid, basterà presentare un certificato del medico che conferma l’avvenuta guarigione dal covid oppure l’avvenuto vaccino da almeno due settimane.

Chi, invece, non è ancora vaccinato o non ha avuto il virus con la guarigione, dovrà sottoporsi ad un tampone che dovrà essere negativo. Ed effettuato non più tardi delle 48 ore prima della partenza. Nel caso in cui si rimanga in Croazia per più di 10 giorni, sarà poi necessario sottoporsi ad un altro test rapido, in caso contrario bisognerà rispettare un periodo di isolamento di 10 giorni.

Obbligo tampone per rientrare in Italia

Ad oggi i viaggi in Croazia dall’Italia sono consentiti in quanto il paese fa parte della lista C. E’ però necessario sottoporsi ad un tampone molecolare una volta che si rientra in Italia più un periodo di isolamento di 5 giorni. Queste regole, sono valide fino al 30 aprile, in seguito bisognerà vedere che cosa deciderà il Governo italiano, anche in base ai contagi e se deciderà di togliere l’obbligo del tampone molecolare più la quarantena una volta tornati a casa.

Riassumendo per andare in vacanza in Croazia bisognerà o essere vaccinati da almeno 14 giorni, o essere guariti dal covid da non più di 180 giorni, o eseguire un tampone negativo 48 ore prima di partire a cui ne seguirà uno rapido qualora si voglia rimanere in Croazia più di 10 giorni. Fino al 30 aprile, inoltre, una volta tornati in Italia sarà obbligatorio sottoporsi ad un altro tampone più isolamento.

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Australia e Nuova Zelanda pronte ai viaggi covid free

Opera House di Sydney

Anche l’Australia e la Nuova Zelanda sperimentano i viaggi covid free. Entrambe presentano dati di contagio molto basso, forse tra i più bassi al mondo. Ecco perché dopo un anno di restrizioni e chiusure, ora i due paesi hanno deciso di aprire i confini per permettere gli spostamenti tra loro senza nessun obbligo di quarantena. 

Le regole per viaggiare tra Australia e Nuova Zelanda dal 19 aprile

Dal 19 aprile la Nuova Zelanda aprirà i confini all’Australia e viceversa. In questo modo sarà possibile viaggiare liberamente ma ovviamente rispettando delle regole di base. Prima di tutto, la riapertura sarà revocata nel caso in cui i contagi aumenteranno di nuovo.

I turisti australiani che vogliono andare in vacanza in Nuova Zelanda e viceversa, dovranno però effettuare un tampone entro 14 giorni dalla partenza che dovrà essere negativo. Sarà anche vietato partire nel caso si manifestino sintomi di raffreddore o influenzali. Durante il viaggio sarà obbligatorio indossare le mascherine e fornire tutte le informazioni di contatto per la durata della vacanza. Inoltre, in aeroporto saranno possibili controlli a campione della temperatura.

Gli esponenti del Governo hanno fatto sapere che nel caso in cui i contagi aumenteranno o la Nuova Zelanda tornerà in zona arancione, i voli potranno subire un blocco di qualche giorno, blocco che riguarda anche l’Australia. In più nessun cittadino che resterà bloccato in Australia riceverà un aiuto economico. 

Il successo dei viaggi covid free

Entrambe puntano molto alla ripresa del turismo ma è chiaro che prima di dare il via libera è necessario procedere con regole severe e cercare in ogni caso di non rendere lo spostamento semplice proprio per non far abbassare la guardia.

L’idea dei viaggi covid free sta diventando realtà anche in Europa. Oltre alle Canarie e all’Islanda, persino la Grecia sta portando avanti il progetto delle isole covid free, partendo da quelle minori, un esempio che anche l’Italia potrebbe seguire molto presto. 

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Riapertura turismo in Italia, il ministro Garavaglia ipotizza la data del 2 giugno

Parola d’ordine: programmazione. In un’intervista rilasciata a Omnibus questa mattina, il ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha ribadito quanto sia importante riuscire a programmare la riapertura del turismo in Italia, in modo da non farsi superare dagli altri Paesi. Il ministro si è anche sbilanciato su un’ipotetica data, quella del 2 giugno, altamente significativa per il Paese, sottolineando come in Francia e negli Stati Uniti si stia parlando del 14 e 4 luglio.

“Non si può programmare dopo. Ci sono delle attività che puoi aprire dall’oggi al domani, che ne so, il barbiere. Tantissime attività possono avere un preavviso molto breve. Altre attività invece no. Noi diciamo di monitorare i dati, e sulla base dei dati aprire il prima possibile. Abbiamo bisogno di programmare per essere veloci, altrimenti gli altri ci fregano, è banalmente così”, ha detto il ministro alla conduttrice Alessandra Sardoni.

Per spiegare meglio il concetto relativo alla programmazione, Garavaglia ha aggiunto: “Un grande albergo ha bisogno di un mese per sapere quando inizia la stagione. Oggi dall’estero uno programma o non programma le vacanze, prenota o non prenota. Per cui è questione di programmazione e di verifica e monitoraggio costante”.

Successivamente, il discorso si è spostato su un’ipotetica data per la riapertura: “In Francia dicono il 14 luglio, festa nazionale, negli Stati Uniti il 4 luglio, noi abbiamo il 2 giugno, un po’ prima, però adesso, attenzione […] Potrebbe essere una data. Il tema appunto è: programmazione e monitoraggio. La programmazione è fondamentale. Dunque iniziare a dire “noi stiamo lavorando settore per settore, stiamo vedendo i protocolli, faremo le nostre proposte e diciamo ok, settore per settore cominciamo a dare delle date”.

In conclusione, invece, il ministro del Turismo ha accennato al tema del green pass: “A livello europeo si sta discutendo di questo green pass, di questo lascia passare, che prevede tre condizioni: sei stato vaccinato, hai avuto il Covid e gli anticorpi, un tampone negativo. Quindi alla fine non è discriminatorio per nessuno perché basta il tampone per circolare. Poi noi ce l’abbiamo già il green pass, è Sardegna Sicura, per andare in Sardegna devi fare così, devi avere il tampone. Pensi l’anno scorso che bello se avessimo dato retta a Solinas che lo prevedeva”.

5 chiesette di montagna o scavate nella roccia da vedere in Italia

Chiesetta di San Giovanni in Ranui (Val di Funes)

L’Italia è ricca di chiesette davvero suggestive da vedere, soprattutto se immerse nella natura o tra le cime delle montagne. Vi presentiamo alcune delle più particolari e stupende da scoprire in ogni stagione, anche se ovviamente la primavera e l’estate rimangono il periodo migliore.

Santuario di San Besso a Cogne, Valle D’Aosta


Situata nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, in Val Soana, questa chiesette magnifica scavata nella roccia si raggiunge dalla Val di Cogne e ogni anno, il 10 agosto, è meta di un famoso pellegrinaggio, dove i fedeli portano sulle spalle la statua del Santo fino alla chiesetta, situata a 2mila metri.

La chiesetta di San Giovanni in Ranui, in Val di Funes, Trentino Alto Adige


La chiesetta di San Giovanni in Ranui è un vero e proprio gioiello della val di Funes, in Alto Adige. Sicuramente l’avrete vista mille volte nelle immagini di Instagram o nelle cartoline. La sua posizione in mezzo ai prati con alle spalle le cime delle Odle fa parte sicuramente di una delle scene più belle da ammirare.

Santuario Madonna della Corona, Veneto


Situata sul monte Baldo, in provincia di Verona, il santuario della Madonna della Corona è un’altra chiesetta da vedere assolutamente. Per raggiungerla bisogna camminare un pò salendo una scalinata che conduce fino alla Grotta della Pietà, una volta giunti in cima sarete ripagati dalla bellezza del paesaggio e lo scorcio della chiesa che sembra sospesa sopra lo sperone della roccia.

Eremo di Santa Caterina del Sasso, Leggiuno (Va), Lombardia


A strapiombo sulla roccia sulla sponda orientale del lago Maggiore, questo eremo con la sua chiesetta è un luogo suggestivo facilmente raggiungibile anche a piedi. Impossibile non rimanere affascinati dal panorama sul lago.

Santuario di Santa Croce in Alta Badia, Trentino Alto Adige


Il Santuario di Santa Croce in Alta Badia si raggiunge o tramite la funivia o a piedi percorrendo i numerosi sentieri di montagna della zona in partenza da San Cassiano o Badia. La sua posizione a più di 2mila metri di altezza, con la vista sulle Dolomiti.

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La Grecia riapre ai turisti, 70 isole covid free

Rodi (Dimitri Houtteman / Pixabay)

La Grecia è pronta ad accogliere i turisti per l’estate. Entro la fine di aprile, infatti, almeno 70 isole saranno dichiarate covid-free. Gli abitanti delle isole indicate sono stati tutti vaccinati e questo permetterà di accedere ad esse con maggiore tranquillità.

Le 70 isole covid free della Grecia a fine aprile

Grazie al vaccino e all’arrivo del passaporto vaccinale, infatti, la Grecia sarà davvero pronta alla ripartenza della stagione turistica, considerando l’importanza del turismo per l’economia ellenica.
Per salvare la stagione, la Grecia sta portando avanti un importante piano vaccinale che vuole arrivare a coprire anche le isole minori. Molte delle quali già covid free. Lo scopo è quello di accogliere quanti più turisti possibile e puntare sulla sicurezza.

Ad oggi le piccole isole greche sembrano coperte mentre entro le prossime settimane si punta a far diventare covid free anche quelle più grandi e note, come Santorini, Rodi, Patmos, Symi, Creta, Skopelos e via dicendo. Entro la fine di aprile ben 70 isole della Grecia potranno dire di essere covid free, a cui se ne aggiungeranno altre a maggio e comunque entro l’estate. In questo modo hotel, case vacanze, strutture ricettive ma anche ristoranti, locali e attività legate al turismo potranno riaprire e prendere prenotazioni.

Per l’estate nuovi paesi saranno covid free

Oltre alla Grecia, anche altri paesi sono pronti a ripartire. Gli Stati Uniti, ad esempio, stanno già pensando alla libera circolazione dei cittadini americani ma tra maggio e giugno il pensiero comune è quello di iniziare a pensare a riaprire le frontiere con l’Europa.

Le Seychelles hanno già riaperto a fine marzo, così come l’Ecuador e le isole Galapagos. Piano piano, la lista dei paesi pronti ad accogliere i turisti vaccinati si allunga sempre di più. Anche le Canarie sono già aperte ai viaggi covid free, così come l’Islanda, Samoa e le isole Cook.

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Ischia Covid free, al via la vaccinazione di massa

Ischia (Maarit Jokinen/Pixabay)

Domani, giovedì 8 aprile, inizierà la vaccinazione per gli abitanti di Ischia, con l’obiettivo di rendere l’isola Covid free entro l’estate e rilanciare così il turismo. Saranno coinvolte nel piano anche Capri e Procida, dove la campagna di massa dovrebbe concludersi nel giro di dieci giorni.

A differenza del piano vaccinale nazionale, le dosi saranno garantite per tutta la popolazione, senza dunque seguire i criteri delle fasce d’età. Ciò è stato reso possibile da un accordo speciale stretto con la regione Campania e il beneplacito di Vincenzo De Luca, determinato a non farsi “rubare turisti dalla Grecia o dalla Spagna”, dove iniziative simili sono realtà già da settimane.

Negli ultimi giorni il governatore della Campania non ha nascosto il proprio disappunto per i ritardi nella campagna di vaccinazione in tutta la regione, puntando il dito contro i criteri di distribuzione stabiliti dal governo centrale. E proprio per questo motivo, la decisione di offrire a Ischia, Capri e Procida l’opportunità di vaccinare in breve tempo tutta la popolazione non è stata accolta positivamente.

Si sono detti contrari all’iniziativa sia il sindacato dei pensionati sia i sindaci delle altre località turistiche della regione, a tal punto da valutare la possibilità di presentare o meno un esposto. In particolare, quest’ultimi lamentano il trattamento di favore ricevuto dalle tre isole, mentre i sindacati dei pensionati tirano in ballo l’articolo 32 della Costituzione, il quale tutela la salute come fondamentale interesse della collettività.

Contro De Luca persino Paolo Mancuso, numero 1 del Partito democratico a Napoli, lo stesso partito a cui è iscritto il governatore campano. Il pensiero di Mancuso è racchiuso in queste parole: “Vengono prima gli ottantenni e i fragili, poi i sedicenni. Viene prima la salute, e poi l’economia. Su certi principi non si può derogare.

Al netto delle polemiche, comunque, la partenza della vaccinazione di massa a Ischia rimane confermata per la giornata dell’8 aprile. “L’obiettivo è avere l’isola Covid free”, afferma Enzo Ferrandino, primo cittadino della terza isola italiana più abitata alle spalle di Sicilia e Sardegna. Fin qui 3.500 le persone che si sono prenotate per ricevere la prima somministrazione del vaccino.