Cosa vedere a Nara

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Nara, il Grande Buddha - Creative Commons Mith Huang

Tra cervi, templi e Buddha enormi. Nara è stata una delle gite fatte nei dintorni di Kyoto, durante il nostro viaggio in Giappone, partito inizialmente a Shinjuku, uno dei quartieri di Tokyo. Vedere i cervi attaccare la mia ragazza mentre stava dando loro da mangiare dei crackers comprati appositamente sono emozioni, diverse ma ugualmente tali rispetto a quelle che può regalarti la vista del Grande Buddha, grande sul serio. E quando pensi di aver già visto tutti i templi del Giappone, vedi il Nigatsudo e te ne innamori, pensando che sei in Trentino nonostante tu sia più vicino alla Corea del Sud che altro.

1. Grande Buddha di Nara

Il Grande Buddha di Nara la prima volta che lo guardi un po’ ti lascia perplesso. Ti chiedi: come fa ad essere così grande? Non è un caso che si tratti del Buddha più grande di tutto il Giappone (14 metri). Lo è anche di tutto il mondo? Me lo sono chiesto. E la risposta è no. Quello più alto è il Buddha Zhōngyuán, di 128 metri, a Lushan, in Cina.

Si trova all’interno del tempio Todaiji, di cui ti parlerò a breve. Quello che più mi ha colpito è l’espressione che sono riusciti ad imprimere al suo volto, rendendolo immortale. Con quella mano alzata sembra quasi voglia dire di fermarti, di guardare dentro te stesso, in una sorta di rinascita, di presa di consapevolezza.

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Nara, il Grande Buddha

Guardandolo da sinistra, da destra, di fronte a te, l’idea è quella di essere piccolissimo nei suoi confronti. Non soltanto in un rapporto di dimensioni ma anche di spiritualità. Quando inizi a scattare in maniera compulsiva forse non stai capendo nulla dell’insegnamento che vuole darti.

Rispetto al Grande Buddha di Kamakura vi sono due differenze sostanziali. La statua del Grande Buddha di Nara è al coperto, quella di Kamakura all’aperto. La seconda cosa che divide tra virgolette i due Buddha è l’espressione del corpo. A Nara ho avvertito realmente la sensazione di essere guardato, a Kamakura no.

2. Tempio Todaiji

Ora come ora non mi ricordo in quale ordine cronologico ho visitato il tempio Todaiji, ma ricordo perfettamente la sensazione di ordine sovrannaturale che mi ha lasciato. Sì, d’accordo, sono sensibile, ma nessun’altro tempio mi ha lasciato un sentimento del genere, al pari – tanto per capirci – dello Shinjuky Gyoen Garden.

Immancabili le scolaresche, così come i turisti, che a centinaia si recavano presso il tempio per prepararsi, chi in un modo chi in un altro, all’incontro con il Grande Buddha di Nara. Più che la struttura in sé, a costo di sembrare ripetitivo, ciò che più mi è rimasto impresso è l’armonia assoluta che traspare.

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Nara, il tempio Todaiji

Poi ovvio, il tempio Todaiji lo associo al Grande Buddha, anche se a dir la verità, durante la mia visita, ho percepito le due strutture come entità staccate, divise, separate, come se fossero due anime diverse in uno stesso corpo. Più o meno.

Il biglietto di ingresso al Todaiji temple è di 500 yen. Troverete poi altri due biglietti. Uno da 500 yen per l’ingresso al museo, il terzo di 800 yen, che consente la visita sia al Grande Buddha che al museo. Sappiate che se anche non acquistate il biglietto combinato non perdete nulla.

3. Il parco di Nara

Quando ho visto il primo cervo non ero ancora arrivato al parco di Nara. L’effetto sorpresa è stato piacevole. Poi ne ho rivisto un altro, e un altro ancora. Allora capisci che sei dentro a qualcosa di importante, a qualcosa di meraviglioso, a qualcosa di magico.

Ampie distese verdi interrotte, di tanto in tanto, dalle macchie bruno-rossastre dei cervi. Alcuni piccoli, altri già adulti, altri ancora imperscrutabili. Molti se ne stavano beatamente distesi all’ombra degli alberi che popolavano il parco. Altri ancora si prestavano, involontariamente, ai stupidi selfie dei turisti.

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Nara, il parco
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Nara, il parco (gallery 3)
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Nara, il parco (gallery 2)
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Nara, il parco (gallery 1)

Camminando, dopo pochi minuti ho visto il primo signore che vendeva i crackers di cui vanno ghiotti i cervi. Costavano 100 yen, la mia ragazza, che in mezzo agli animali si sente un po’ San Francesco (anche se non lo ammetterà mai), ne ha voluti prendere due. Mai l’avesse fatto.

Dopo il primo crackers, il secondo, il terzo, sono sopraggiunti tre-quattro-cinque cervi, rendendo la situazione piuttosto critica, non tanto per me, che me ne stavo lì divertito nell’assistere alla scena, quanto per la mia fidanzata, costretta a subire un morso in pancia da parte di un cervo affamato ed evidentemente dispettoso.

4. Tempio Kasuga

Se non ricordo male, il tempio Kasuga è stato l’ultimo complesso che ho visto durante la mia visita a Nara, prima di fare ritorno alla stazione JR della città. Ricordo invece benissimo la caratteristica peculiare che più mi ha colpito, le centinaia di lanterne in pietra che sono collocate lungo la strada, che mi hanno incuriosito non poco.

Una volta che sono tornato in albergo ho cercato di approfondire la mia conoscenza su questo tempio, e ho scoperto che ha una stretta correlazione con i cervi che avevo visto in precedenza al parco.

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Nara, le lanterne del percorso che porta al tempio Kasuga
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Nara, il tempio Kasuga
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Nara, la campana del tempio Kasuga

Secondo il mito, uno dei quattro dei del santuario Kasuga era apparso su un cervo bianco. Da allora i “sika” (così vengono chiamati i cervi del Giappone) sono considerati animali sacri.

L’ingresso nell’area esterna del tempio non si paga. Chi invece è interessato a visitare l’interno, deve pagare un biglietto di 500 yen. Io e la mia fidanzata abbiamo optato per la prima scelta, che ci ha ampiamente ripagato devo dire.

5. Tempio Nigatsudo

Vi giuro, mancava soltanto Heidi e mi pareva di essere tornato in Trentino. In realtà ero appena arrivato al tempio Nigatsudo, quello che – lo avrete capito – personalmente mi è piaciuto di più. Così, a pelle, come per tutte le cose naturali che ho il piacere di poter vedere.

In nessun altro tempio che ho visto tra Tokyo e Kyoto ricordo di aver goduto di una vista mozzafiato come quella che ho potuto vedere una volta che mi sono affacciato. Da una parte era bellissimo, dall’altra era anche strano ciò che provavo, non riesco a spiegarvelo.

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Nara, il tempio Nigatsudo

L’immagine che ho scattato magari non rende l’idea, ma vedete quelle persone che sembrano – sto per dire un sacrilegio, lo so – affacciate da un comunissimo balcone? Ecco, alcune di loro stavano sicuramente, ne sono certo, provando le stesse sensazioni che avrei provato io di lì a poco.

Forse sto per dire un’altra cosa illogica, ma non trovate che quel verde nella foto assomigli tantissimo al verde della Val Pusteria? Lo so, voglio trovare un collegamento per forza con il Trentino, ormai l’ho detto, ma è ciò che penso e che ho pensato da subito, così, istintivamente. Non vi è alcun costo da pagare, si deve soltanto seguire il percorso, che ricordiamo si trova situato interamente nel parco di Nara.

6. Tempio Kofukuji

Una volta arrivato a Nara, la prima cosa che ho visto è stato il tempio Kofukuji. Ovvio che non è stato un caso, visto che io e la mia fidanzata abbiamo seguito il percorso turistico indicato da diverse cartine e segnali dall’uscita della stazione in avanti.

Se devo essere sincero, del Kofukuji mi è rimasto impresso nella memoria soltanto un particolare: la pagoda. Non ricordo di averne vista una così alta, maestosa, affascinante durante le due settimane di vacanza in Giappone. O forse sono soltanto condizionato dalla foto che ho provato a fare mille volte, salvo capire che in controluce forse è meglio non proseguire oltre.

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Nara, la pagoda del tempio Kofukuji
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Nara, il tempio di Kofukuji

La distanza dalla stazione è relativamente breve. Ci si impiega all’incirca 10 minuti dalla JR Nara Station per raggiungere l’ingresso del tempio, che ricordo essere inserito al primo posto nel percorso circolare consigliato ai turisti da parte delle autorità locali che gestiscono l’importante flusso di persone, la maggior parte delle quali attratte dal Grande Buddha.

Un altro modo per raggiungere il tempio Kofukuji è attraverso il bus numero 2 oppure tutti quei bus che portano a Kasuga Taisha (voi dovete scendere alla fermata Kencho-mae). Il prezzo per il bus è di 190 yen, mentre il biglietto di ingresso per il tempo costa 300 yen a persona.

Come arrivare a Nara da Kyoto

La città di Nara è tra le mete più ambite dai turisti per la sua storia e le sue attrazioni. Negli itinerari classici relativi ad una vacanza in Giappone di due settimane, solitamente viene consigliata come gita di un giorno se ci si trova a Kyoto.

Ed è quello che, non mi vergogno a dirlo, abbiamo fatto anche noi, felici possessori del JR Pass, indispensabile – mia opinione personale – se ci si vuole spostare da Tokyo o Kyoto o entrambe le due città, visto il costo dei treni, tra cui gli Shinkansen.

Per raggiungere Nara partendo dalla stazione di Kyoto, si deve fare riferimento alla Jr Nara Line. Poiché non ci troviamo a Shinjuku Station, si hanno tutte le possibilità di trovare la giusta linea senza per forza perdersi 2-3 volte, come spesso mi è capitato a Tokyo nei primi giorni.

Appena entri alla stazione, devi seguire le indicazioni JR Lines. Poco dopo troverai subito l’indicazione che indica JR Nara Line, dove appunto ti devi recare per prendere il treno che ti porterà a Nara. Se ti può aiutare, giusto per essere sicuro che non stati sbagliando, mi ricordo che il treno era di colore verde.

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