Cosa vedere a Knysna

Irraggiungibile. Arrivare a Knysna da Città del Capo non è stata la più classica delle passeggiate di salute che uno potrebbe aspettarsi. Per giunta, era il giorno del compleanno di Chiara. Nonostante si trovi nell’area che fa capo alla Mother City del Sudafrica, Knysna è distante più di 400 km. Dopo un viaggio durato un’eternità (per approfondire, qui trovi l’articolo sui mezzi con cui spostarsi a Città del Capo), siamo arrivati alla disabitata stazione degli autobus. La chiamo così, in realtà è semplicemente una fermata, peraltro neanche ben segnalata. O almeno è quello che abbiamo percepito. Una volta scesi dal pullman, ci giriamo intorno per vedere dove eravamo finiti. In lontananza ci sembrava essere del movimento, mentre sulla nostra sinistra si estendeva un’abbandonata rete ferroviaria, percorsa a piedi da alcuni residenti del posto. Diciamo che vedevamo un po’ di tutto, tranne la navetta che avevamo prenotato per il transfer nell’albergo. Dopo un buon quarto d’ora trascorso ad andare avanti e indietro per la strada della stazione, ecco arrivare un piccolo fuoristrada bianca guidato da una giovane donna. Era arrivato il nostro transfer. Aveva così inizio, ufficialmente, il nostro breve soggiorno a Knysna.

Il quartiere residenziale di Knysna

Per noi, visitare Knysna partendo dal quartiere residenziale, dove si trovava il nostro albergo, è stata più che altro una necessità. Non avevamo mezzi con cui spostarci autonomamente, dunque per raggiungere la zona del porto dovevamo farci a piedi un tratto di strada lungo più o meno 2 km. All’andata il percorso è tutto in discesa, mentre il ritorno risulta più difficoltoso, essendoci la salita da affrontare. Nella maggior parte dei casi, si tratta di abitazioni singole, appartenenti a persone benestanti. Da quello che abbiamo potuto vedere, a Knysna abitano per lo più persone di un’elevata estrazione sociale, di nazionalità britannica, residenti o in vacanza.

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Il quartiere residenziale di Knysna | Creative Commons John-Hickey-Fry

Non sono mancati nemmeno gli incontri strani, andando su e giù per la stradina che collegava la struttura alberghiera con la vecchia stazione di Knysna. Dalla simpatica vecchietta con il cagnolino a passeggio, forse l’unico animale visto da queste parti, ad una ragazza originaria del posto che molto probabilmente aveva appena finito di lavorare e tornava nella sua abitazione. Incontri strani tra virgolette perché, a parte noi due, non abbiamo visto nessuno spostarsi a piedi per quella strada. D’altronde, il sole della Penisola del Capo impone scelte diverse dalle nostre, a cui siamo stati costretti per assenza di auto e altri mezzi di trasporto, ovvero. Potete immaginare quali.

La stazione di Knysna

E’ forse la prima cosa che mi ha colpito una volta sceso dal pullman. La stazione ferroviaria è desolata, leggi abbandonata, ma è proprio questo forse il motivo che l’ha resa così affascinante ai miei occhi. Chiudere gli occhi e immaginare il treno in arrivo, con una ragazza in attesa del ritorno del proprio fidanzato oppure una madre mentre cerca di nascondere la propria inquietudine interna per l’assenza prolungata da casa del proprio figlio. Speranze in chiaroscuro, frammenti in bianco nero di quello che in passato era il centro gravitazionale di Knysna.

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La vecchia stazione di Knysna | Creative commons Stephanie Watson

Gli occhi bisogna anche aprirli ad un certo punto. Sì, perché comunque si è pur sempre in un paese vivo, dove la vita continua a scorrere. A pochi metri dalla stazione sorge un grande hotel bianco, che vedendolo per la prima volta mi ha lasciato un pizzico d’amaro in bocca ripensando alla posizione dell’albergo da noi prenotato in Italia qualche mese prima di partire. Voltandomi indietro rivedo la rete ferroviaria, ormai trasformatasi in una pista ciclabile a tutti gli effetti, per residenti e vacanzieri, punto di appoggio ideale per raggiungere il vicino porto. Chiudo per l’ultima volta gli occhi. Li riapro. Quanto vorrei in questo momento una bicicletta anch’io.

Il porticciolo di Knysna

Il punto di maggiore concentrazione dei turisti che visitano per la prima volta Knysna è il caratteristico porticciolo, posizionato non lontano dall’obsoleta stazione. Qui si trovano diversi negozi dove poter comprare alcuni souvenir per sé, i propri familiari e amici. Ricordo che Chiara, per non smentirsi mai, si era fermata in ciascuna delle botteghe presenti. Non che nutrivo dei dubbi sul fatto che potesse andare diversamente, ma è incredibile la coincidenza con cui tali episodi si verifichino in ogni nuova città che visitiamo. Neanche Knysna è riuscita ad essere un’eccezione in questo caso.

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Il porticciolo di Knysna | Creative Commons David Siu

Proseguendo la strada, lasciati alle spalle i negozi di souvenir, si accede ad un’area ancora più vasta, dove si trovano tutti i ristoranti della zona. La prima volta siamo rimasti sorpresi da tanta scelta, ricordando per un attimo la penuria dei locali nei dintorni del nostro hotel a Città del Capo. Certo, come posizione eravamo un po’ fuori mano, dovendo fare 30 minuti buoni di camminata (solo andata) per raggiungerlo, ma la zona del porto si è rivelata forse uno dei luoghi più interessanti da vedere a Knysna. C’è soltanto un problema. Il posto che avremmo voluto visitare più di ogni altro, motivo per il quale avevamo prenotato una notte qui, alla fine della fiera non l’abbiamo visto.

Knysna Heads

Dal nostro albergo distavano quasi 10 km. Troppi da fare a piedi, troppo pochi per non farti sbattere la testa sul muro ripensando all’opportunità persa. Non abbiamo neanche avuto il modo di vederle di passaggio, sia arrivando da Città del Capo in pullman sia quando siamo andati via, in direzione aeroporto, pronti a vivere gli ultimissimi giorni dell’anno 2015 a Johannesburg. Il banchetto di madre natura, scelto dal Sole per andare a cena prima di riposare e riprendere le forze per illuminare nuovamente tutto il mondo.

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Knysna Heads | Creative Commons Michael Clarke Stuff

Lo spettacolo naturale delle Knysna Heads è perfetto per scattare una foto al tramonto. Il matrimonio di luci e colori, due concetti tanto diversi ma allo stesso tempo indispensabili per coniugare la vita reale con il grande album a fumetti della natura. Le due teste naturali segnano il confine moderno fra laguna e oceano. Qui, in passato, morirono numerosi pescatori, a causa della pericolosità del tratto di mare in questione. Bellezza ed epica si incontrano, luce e leggenda si danno la mano, passeggiando sulle acque della laguna in previsione del sacrificio notturno tra le onde sferzanti dell’oceano.

Buffalo Bay

Si trova dall’altra parte delle Knysna Heads ed è la spiaggia più famosa dei dintorni della città. Agli occhi dei visitatori può apparire come una lunga lingua desertica che accarezza l’oceano ma, come dico sempre, le apparenze ingannano. Vero, le onde spesso increspate e la conseguente pericolosità delle acque non ne consigliano nemmeno una sosta di 60 minuti.

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La spiaggia Buffalo Bay | Creative Commons Werner Bayer

Il mio consiglio però è di fermarvi qui, darvi un paio di minuti per abituarvi al vento che tira sempre forte in questo tratto della Penisola del Capo, ed infine iniziare a passeggiare lungo la spiaggia infinita. Tra surfisti, bambini di corsa, sorrisi di genitori sereni e tramonti da non far invidia a quelli che si godono a qualche km di distanza, troverete sicuramente un senso.

Dove mangiare a Knysna

Torniamo indietro, riavvolgiamo il nastro della nostra visita a Knysna. Un passo indietro, ancora un altro e rieccoci al porticciolo. Qui abbiamo pranzato e, in teoria, avremmo dovuto anche cenare. Per il pranzo avevamo l’imbarazzo della scelta. La nostra scelta è ricaduta su un locale che offriva cucina portoghese. Non ricordo i piatti presi, erano tutte pietanze a base di pesce. Sono comunque così tanti i locali che, davvero, non potete lamentarvi.

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I ristoranti di Knysna nel porto | Creative Commons Travelingotter

Per cena siamo rimasti nell’area del porticciolo di Knysna. Io sono amante della pizza, come avrete intuito, e la scelta era praticamente obbligata, essendoci un ristorante italiano con dell’invitante pizza sui tavoli. Si chiamava Cafe Mario, come il proprietario italiano che ha accolto l’inglese di Chiara con una battuta brutale sul suo accento non proprio oxfordiano. Quando siamo arrivati, il locale era già tutto pieno. Prenotiamo per il giorno successivo, all’ora di pranzo, senza renderci conto che saremmo dovuti però poi ripartire la mattina seguente per l’aeroporto. A parte la battuta, mi sento di consigliare comunque l’unico ristorante italiano a Knysna. Se vi piace la pizza, ci andrete a nozze.

Dove dormire a Knysna

Durante il nostro breve soggiorno siamo stati ospiti della Overmeer Guest House. Come servizi, è completo di tutto. Le camere sono spaziose, ognuna dotata di un proprio spazio esterno con vista sull’estesa laguna di Knysna. Non mancava il bagno privato, il parcheggio gratuito e la colazione al mattino. C’era anche una piscina ed un locale adibito a bar sul piano superiore della struttura. Da sottolineare anche il servizio navetta offerto dall’hotel al nostro arrivo alla stazione e quando siamo ripartiti, in direzione aeroporto.

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Overmeer Guest House, Knysna | Creative Commons CarlaG.

Le uniche note stonate erano state la posizione, non di certo ideale se non si ha la macchina e si vuole visitare le Heads Knysna per esempio, e la connessione wi-fi. Magari siamo stati noi particolarmente sfortunati, ma internet andava lentissimo. Diciamo che da una struttura a 4 stelle ci aspetteremmo un funzionamento migliore della connessione. Il mio consiglio è, se non si ha a disposizione un’auto a noleggio, di recarsi il più vicino al vero centro di Knysna, ovvero la zona del porticciolo. Ricordate l’hotel bianco di fronte alla stazione? Ecco, quello potrebbe essere la soluzione migliore. Oppure, in alternativa, potete cercare un hotel situato nei pressi delle celeberrime “teste”. Se avete invece la fortuna di essere in macchina non fatevi troppi problemi, tutto risulta a portata di mano.

Prima di andare via, se ancora non lo avete fatto, date anche un’occhiata all’approfondimento su cosa vedere a Città del Capo.

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