Dormireste in un hotel nello spazio?

A prima vista sembra una delle classiche ruote panoramiche installate in diverse città italiane per le festività di fine anno. Poi però, guardando meglio, ti accorgi che sullo sfondo c’è un pianeta che assomiglia alla Terra, e anche la ruota è più simile a qualcosa di già visto in qualche film di fantascienza piuttosto che in una piazza o su un lungomare italiano.

In effetti sì, trattasi del primo hotel nello spazio, o quantomeno l’idea.

Stavolta Elon Musk non c’entra, anche se la OAC (Orbital Assembly Corporation, la società che sta dietro al progetto) potrebbe essersi lasciata ispirare dal Falcon 9 di SpaceX, data la sua natura di veicolo di lancio riutilizzabile, che tornerebbe molto utile per l’abbattimento dei costi. Sì, perché un conto è costruire un nuovo albergo a Milano, un altro è farlo nello spazio.

A questo proposito, non è comunque da escludere in futuro una possibile partnership con SpaceX.

Intanto la data di inizio dei lavori c’è già: obiettivo fissato al 2025, mentre sarà pronto a ricevere le prime prenotazioni nel 2027.

Dunque una roadmap precisa, ambiziosa, chiara, a conferma che la OAC stia facendo davvero sul serio, tanto da anticipare come le capsule/stanze dell’hotel possano interessare un giorno anche le agenzie spaziali per le loro “ricerche nello spazio”.

In un’intervista rilasciata alla CNN, Tim Alatorre (senior design architect presso la Orbital Assembly Corporation) ha rivelato che l’idea del primo hotel nello spazio è nata per dare una risposta al film “2001: Odissea nello spazio” del regista Stanley Kubrick:

“Penso che il suo l’obiettivo fosse quello di sottolineare il divario tra la tecnologia e l’uomo – ha detto – e così, di proposito, ha reso le stazioni e le navicelle spaziali molto sterili, pulite e aliene”.

Courtesy of Orbital Assembly Corporation

Come sarà

Alatorre si è poi soffermato su come sarà, in concreto, la Voyager Station (questo il nome scelto per l’hotel, che in principio si sarebbe dovuto chiamare Von Braun Station in onore dell’ingegnere tedesco Wernher Von Braun che per primo ideò il concept).

Innanzitutto potrà ospitare fino a 400 persone, ognuna delle quali godrà di ristoranti, cinema e stanze spaziose, da dove sarà possibile avere sempre una finestra sul mondo. Letteralmente.

Ci saranno poi anche un centro benessere, attività studiate appositamente per far vivere ai fortunati turisti una vera vacanza spaziale, oltre ai popolarissimi gelati liofilizzati, che stanno agli astronauti come la nutella sta agli abitanti terrestri (giusto per fare un esempio banale).

Per quanto riguarda l’altro tema più importante, vale a dire la convivenza con l’assenza di gravità, Tim Alatorre ha spiegato che “la ruota rotante creerà una gravità simulata”, aggiungendo come “vicino al centro della stazione non ci sia gravità artificiale, ma mentre ci si sposta all’esterno la sensazione di gravità aumenta”.

Courtesy of Orbital Assembly Corporation

Non sarà per tutti, per il momento

Bene, sappiamo quindi cosa ci sarà, come sarà e quando i lavori di costruzione verranno completati. Non ci resta ora che rispondere a un’ultima domanda: quanto costerà soggiornare nella Voyager Station?

Al momento non lo sappiamo, o meglio, la OAC non ha ancora fatto trapelare nulla su questo.

Possiamo comunque già farci bene o male un’idea sui costi dei primi viaggi pensando alle prime indiscrezioni sulle vacanze spaziali proposte dalla Virgin Galactic, che dovrebbero costare circa 250 mila dollari a persona.

In futuro, però, potrebbe esserci anche una speranza per i comuni mortali.

L’articolo della CNN, infatti, si conclude con un virgolettato del team della Orbital Assembly Corporation in cui traspare la speranza di offrire un soggiorno nell’hotel spaziale spendendo una cifra simile a quella per una crociera o una vacanza a Disneyland.

Foto in copertina: Voyager Station (Courtesy of Orbital Assembly)

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