Viaggi su misura post Covid, la rivincita delle destinazioni naturalistiche

Viaggiare in sicurezza è il nuovo mantra dei turisti italiani. Non è certo una sorpresa che la pandemia di coronavirus abbia modificato gli interessi e le priorità dei viaggiatori, che oggi mettono al primo posto il tema legato alla sicurezza. Se ne sono accorti da un po’ i grandi tour operator, ma anche piccole realtà come Onivà, oggetto di un recente approfondimento sul Sole 24 Ore.

Da quanto emerso nei primi due mesi del nuovo anno, sempre più persone richiedono alle agenzie di organizzare viaggi in mete naturalistiche, lungo itinerari lontani dalla pandemia. Viene inoltre posta più attenzione sia alle strutture che ai mezzi di trasporto, con particolare attenzione al rispetto delle normative anti Covid.

Cambia anche il profilo stesso dei viaggiatori che richiedono una vacanza su misura nel post Covid, con l’ingresso delle coppie di età compresa tra i 30 e i 40 anni, abituate prima a preparare laboriosi itinerari fai da te senza ricorrere all’aiuto dei tour operator, all’insegna del low cost e di un viaggio in totale libertà. Anche in questo caso la “mano” del coronavirus è evidente.

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L’arrivo di clienti abituati in passato ad organizzarsi da soli ogni singolo dettaglio della vacanza porta i tour operator a modificare la loro proposta commerciale. Non più dunque pacchetti preconfezionati, con viaggi uguali per tutti, ma prodotti personalizzati, seguendo le volontà dei turisti, con la consapevolezza di come il concetto di viaggio in sé sia profondamente cambiato da diversi anni a questa parte.

Come accennato qui sopra, le destinazioni naturalistiche sono in cima alle preferenze degli italiani, fermo restando però che a cambiare sono anche i confini geografici, con Europa e Stati Uniti ad occupare le prime (e uniche) posizioni: Irlanda, Scozia e Islanda rappresentano al meglio la lista dei desideri nel Vecchio Continente, mentre negli USA a farla da padrone sono i grandi parchi dell’Ovest (come d’altronde era prevedibile).

E l’Asia? Sparita nel nulla. Se prima dell’esplosione della pandemia Giappone e Thailandia erano stabilmente tra i desiderata dei viaggiatori, curiosi di scoprire il fascino della cultura nipponica e dei paesaggi incontaminati di Bali, oggi la domanda è crollata. Questo nonostante le Olimpiadi di Tokyo in calendario la prossima estate e l’appeal rivestito dall’isola indonesiana sugli smartworker.

Infine un accenno alla Polinesia: la paradisiaca regione dell’Oceania rimane la destinazione più gettonata tra le coppie prossime a sposarsi, che ancora prima del fatidico sì già sognano di prendere il sole su una delle spiagge ancestrali di Bora Bora o di esplorare la natura incontaminata dell’isola di Tahiti.

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