5 luoghi dove smart working e viaggio parlano la stessa lingua

Prima della pandemia erano pochi a conoscere lo smart working (o lavoro agile), oggi invece – nolenti o volenti – in molti hanno sperimentato la nuova modalità di lavoro. Nella maggior parte dei casi, l’idea di smart working è un computer, una scrivania e un paio di pantofole. Rigorosamente a casa, ovvio. Esiste però anche un’altra idea di smart working: all’estero, in una località da cartolina, dove lavoro agile e viaggio parlano la stessa lingua. Alcuni esempi.

Bali

È considerata la patria dei nomadi digitali. Comodo accesso a Internet, costo della vita irrisorio e meta che spinge anche i più pigri a un’incessante voglia di esplorare. Conoscete Gianluca Gotto, autore del libro Le coordinate della felicità e del blog Mangia Vivi Viaggia? Lui e Bali, oggi, sono una cosa sola.

 

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Islanda

Più vicina alla Groenlandia che al Regno Unito, un clima che definire rigido è un eufemismo, eppure tra le destinazioni turistiche europee più gettonate negli ultimi anni. L’Islanda si conferma Paese di dolci contrasti, ma è anche un’insospettabile meta da smart working dopo l’avvio del progetto Working in Iceland. L’unico ostacolo è il salario minimo richiesto: un milione di corone islandesi, circa seimila euro al mese.

 

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Dubai

Un’iniziativa simile è in vigore anche nella “città dove tutto è possibile”: un visto della durata di un anno per chi ha una busta paga mensile da cinquemila euro, un passaporto valido per i sei mesi successivi alla domanda e un’assicurazione sanitaria con copertura internazionale.

 

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Isole Cayman

Insieme a Dubai e Islanda, anche le Isole Cayman si iscrivono alla lista dei Paesi che offrono un programma di smart working all’avanguardia (Global Citizen Concierge) per i lavoratori che sognano di trasferirsi ai Caraibi per un periodo ben più lungo di un semplice soggiorno di piacere. L’unico ostacolo? Il guadagno minimo richiesto: 8.300 dollari al mese, vale a dire centomila dollari all’anno.

 

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Isole Canarie

Se Bali può essere considerata la patria dei nomadi digitali a livello mondiale, le Isole Canarie lo sono per i cittadini europei, tra cui tantissimi italiani. Il segreto? Co-working a volontà, sistema fiscale più indulgente rispetto a quello italiano (ma per questo ci vuole poco) e un clima primaverile durante tutti i dodici mesi dell’anno.

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