Gli impianti sciistici riaprono (forse) il 5 marzo e scoppia la bufera

Passo Rolle, Trentino

Nulla di fatto per gli impianti sciistici che avrebbero dovuto riaprire il 15 febbraio, mentre il ministro Speranza ha firmato un decreto che stravolge tutto e rimanda la riapertura al 5 marzo. I giorni scorsi sembrava tutto deciso, c’era la data e anche le regole da rispettare per la riapertura degli impianti ma la pericolosità delle nuove varianti che stanno circolando in Italia hanno rimescolato le carte in tavola e portato il nuovo Governo a cambiare idea e decidere per un nuovo stop.

Riapertura rimandata

Insomma, quando riapriranno gli impianti? Ormai, e se non cambierà nulla nel frattempo, tutto è stato spostato al 5 marzo, stessa data in cui arriverà anche il Dpcm che dovrà sostituire quello del 16 gennaio.
E mentre i governatori locali chiedono indennizzi per i gestori che avevano già organizzato le riaperture, a protestare sono stati anche gli albergatori, già gravemente danneggiati dalle chiusure delle regioni e i limiti in genere, i quali hanno parlato di “non rispetto per il lavoro e disprezzo totale”.
Erano pronti a ripartire gli impianti di Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e altre regioni, tranne che in Trentino Alto Adige dove per adesso a causa del lockdown della provincia di Bolzano e la zona arancione del Trentino, era stato rimandato tutto.

Monta la protesta degli albergatori

La protesta degli albergatori è forte, soprattutto perché molti si erano già organizzati per assumere personale e ora si trovano in difficoltà. Ma non sono solo gli albergatori in crisi, anche gli impianti hanno speso molti soldi per le piste e per adattarsi alle nuove regole, molti hanno già le prenotazioni per il prossimo weekend e hanno venduto gli skipass. Insomma, la situazione è abbastanza grave e per il settore si profila una nuova mazzata a livello economico. La riapertura degli impianti da sci si muove intorno ad un giro molto più ampio, che comprende anche hotel, alloggi, rifugi, ristoranti e locali. Ecco perchè la risonanza è stata tanta e il nuovo stop comunicato solo poche ore prima ha fatto arrabbiare molte categorie.

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