La Grecia sta pensando ai nomadi digitali

Detrazione fiscale al 50% per i primi sette anni, reti 5G già operative e costo della vita neanche lontanamente paragonabile a quello delle grandi città: può sembrare l’inizio di un articolo economico-finanziario, in realtà è l’opportunità che la Grecia sta regalando (tra virgolette) ai nomadi digitali stranieri. Qualcosa del tipo “tu vieni a lavorare in remoto da noi e ci aiuti a far crescere il Pil, noi ti offriamo località da sogno e un clima temperato dove condurre la tua attività e vivere”.

L’idea è di Alex Petalis, consigliere economico e digitale del primo ministro greco. Petalis vanta un curriculum di tutto rispetto, avendo lavorato per organizzazioni quali Goldman Sachs, Merrill Lynch e Citigroup, oltre a essere speaker dell’Eu-Arab World Meeting. Insomma, di certo non l’ultimo arrivato.

A livello teorico, tenendo conto della crescita esponenziale di Internet e del radicale cambiamento delle modalità di lavoro portato dal Covid-19, da qui ai prossimi anni anche (soprattutto) i migliori professionisti opereranno in smart working, e la Grecia sembra avere ottime credenziali al momento per attrarre queste “nuove” figure di lavoratori. “Nuove” tra virgolette perché non è il Covid ad averle inventate, ma ha senz’altro avuto un ruolo determinante per la loro diffusione.

Il primo endorsement pro Grecia arriva da John Roese, Chief Technology Officer dell’azienda statunitense Dell: “Penso che lavorerò facilmente da un’isola in Grecia. È un Paese molto bello. Come datore di lavoro sono interessato al talento che posso trovare nei miei dipendenti in Grecia”. Roese ha poi detto di considerare la Grecia tra le nazioni che potranno avere una posizione di rilievo su questo tema grazie a “un’elevata infrastruttura tecnologica combinata con il clima e le sue bellezze naturali”.

Il Paese ellenico si conferma dunque grande protagonista dei primi mesi del nuovo anno, dimostrando di reagire in modo intelligente alla più grande crisi economica dalla seconda guerra mondiale ad oggi puntando sul proprio talento e le sue bellezze naturali. E a proposito di turismo, ricordiamo che è stata la prima nazione dell’Unione Europea a siglare un accordo con un altro Paese (Israele) per consentire spostamenti liberi alle persone vaccinate (mentre nel resto d’Europa non c’è ancora una posizione comune).

Perché non prendere esempio dalle ultime mosse della Grecia? Senza andare neanche molto lontano, l’Italia avrebbe già una soluzione interna per diventare un punto di riferimento per gli smart worker degli altri Paesei: la Sardegna. L’isola sarda ha da poco ufficializzato l’ambizioso progetto Moni5G per esempio, senza contare che in fatto di bellezze naturali abbia diverse armi da giocare, come sanno bene i tanti turisti che vengono a trascorrere qui le vacanze estive.

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