I travel influencer devono scordarsi Londra per un po’

Boris Johnson

Il primo ministro inglese Boris Johnson ha dichiarato illegali gli spostamenti per turismo nel Regno Unito, precisando come il ban valga anche per i travel influencer. Infatti, da questo momento in poi decade per loro la possibilità di presentare la visita nel Regno Unito come viaggio di lavoro. Un concetto simile a quello espresso la scorsa settimana da Ursula von der Leyen e Charles Michel, che avevano scoraggiato i viaggi non essenziali da un Paese all’altro dell’Unione Europea, pur senza entrare nello specifico, e tantomeno citare la figura dei travel influencer.

L’emergenza sanitaria nel Regno Unito

La decisione di Boris Johnson arriva in un momento complicato per il Paese britannico, travolto dalla seconda ondata della pandemia. Da più di due settimane il numero di decessi giornaliero è superiore alle mille vittime, con il computo totale che ha superato quota centomila, il più alto nel continente europeo.

Tornando al discorso legato agli influencer, il portavoce di Boris Johnson nella giornata di ieri ha spiegato quanto sia importante che le persone restino a casa, aggiungendo come sia consentito viaggiare soltanto per validi motivi. Negli ultimi giorni è stato posto più volte l’accento sul rimanere dentro la propria abitazione, anche per sottolineare i sacrifici chiesti alla popolazione britannica dallo scorso 5 gennaio, giorno in cui è cominciato il terzo lockdown in tutto il Paese dall’inizio della pandemia.

Travel ban, la lista sale a 25 Paesi

Intanto, nello stesso giorno in cui Londra chiude i propri confini agli influencer e a tutte le altre persone che intendevano raggiungere il Regno Unito per una vacanza di piacere, arriva anche la decisione di estendere il divieto d’ingresso ad altri tre Paesi, con la lista che tocca così quota 25.

Le tre nazioni finite nella black list del Regno Unito sono Burundi, Emirati Arabi Uniti e Ruanda. L’obiettivo del Governo britannico è di impedire che nel Paese aumenti la circolazione delle nuove temute varianti del Covid-19, che secondo il premier Johnson sarebbero alla base dell’alta incidenza di decessi nel territorio britannico.

Potrebbe interessarvi anche: L’Islanda permetterà ai viaggiatori vaccinati di evitare la quarantena

Lascia un commento

Lascia il tuo commento
Inserisci il tuo nome qui