Cosa cambierebbe per i viaggiatori con le zone rosso scuro

Dopo l’invito ad evitare i viaggi essenziali nei Paesi dell’Unione Europea, la Commissione Ue va verso l’imposizione di nuove misure più restrittive a livello europeo. L’idea è di ridisegnare la mappa del rischio basata sull’incidenza dei contagi ogni 100 mila abitanti attraverso l’uso di cinque colori, tra cui rosso scuro, con cui verrebbero indicati i territori dove il Covid-19 circola in maniera più virulenta. Abitare in un’area contrassegnata da questo colore significherebbe maggiori difficoltà nello spostarsi all’interno dell’Ue, ancora peggio per chi volesse viaggiare.

Le possibili restrizioni per la zona rosso scuro

Di fatto le zone rosso scuro verrebbero dichiarate off limits, sia in entrata che in uscita. È verosimile dunque, considerando anche le recenti prese di posizioni del Presidente del Consiglio Europeo e la numero uno della Commissione Europea, che i viaggi non essenziali possano essere vietati. La facoltà di spostarsi potrebbe essere riconosciuta soltanto di fronte a una necessità inderogabili, (ad esempio per motivi di lavoro), unitamente però alla presentazione di un test negativo il giorno della partenza e l’obbligo di osservare un periodo di quarantena nel Paese dove si è diretti.

Al momento la linea dura viene spalleggiata soprattutto da Francia e Germania, che sono anche le due nazioni di maggiore peso politico nell’Unione Europea. Al contrario, i Presidenti delle Regioni italiane che rientrerebbero nelle zone rosso scuro, secondo una prima simulazione presentata dalla stessa Ue sui dati del Centro europeo per il controllo delle malattie, sono già sul piede di guerra.

Le tre Regioni indicate individuate come zone rosso scuro dalla simulazione

Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Veneto sarebbero le tre Regioni più penalizzate dalla nuova mappa di rischio studiata dalla Commissione Ue. Intervenendo pubblicamente in risposta all’ipotesi che si sta facendo sempre più largo nelle ultime ore, il Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini ha dichiarato che il nuovo meccanismo andrebbe a penalizzare le amministrazioni che eseguono il maggior numero di tamponi.

Va comunque ricordato che la Commissione Ue non può decidere in tema di sanità e frontiere per i gli Stati membri, essendo questi di responsabilità esclusivamente nazionale. Dunque, l’Italia così come le altre nazioni europee sono libere di scegliere le misure restrittive che ritengono più efficaci, a patto di non creare discriminazioni tra gli stessi cittadini europei.

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