Viaggiare in Europa sarà più difficile da questa settimana

Il Louvre a Parigi

Lo spettro della terza ondata della pandemia sta mettendo a serio rischio la possibilità di viaggiare in Europa, almeno nel breve termine. Il Presidente del Consiglio Ue Charles Michel, pur sostenendo che le frontiere debbano restare aperte, ha affermato che “si renderà probabilmente necessario adottare misure restrittive addizionali al fine di limitare i viaggi non essenziali”. Dello stesso tenore le dichiarazioni di Ursula von der Leyen, pronunciate al fianco di Michel durante la conferenza stampa tenutasi a Bruxelles giovedì scorso: “Tutti i viaggi non essenziali dovrebbero essere fortemente scoraggiati, sia all’interno del proprio Paese sia, ovviamente, oltre i confini”.

I viaggi non essenziali nel mirino dei leader dell’Unione europea

Dunque, sia il Presidente del Consiglio Ue che la Presidente della Commissione hanno fortemente sconsigliato i cittadini europei nell’organizzare viaggi non essenziali, altrimenti conosciuti come viaggi per piacere. Al momento rimane soltanto una raccomandazione, ma nella conferenza stampa tenutasi giovedì a Bruxelles è stata espressa la volontà di discutere con gli altri Paesi membri per trovare una linea comune al riguardo “nei prossimi giorni”. Se la matematica non è un’opinione, ci dovrebbero essere novità importanti già da questa settimana.

Le prime mosse di Francia, Belgio e Finlandia

Intanto, dalla mezzanotte di ieri per volare in Francia è richiesto il referto negativo di un tampone molecolare almeno 72 ore prima della partenza. La misura, come annunciato dal Presidente francese Emmanuel Macron dopo la video conferenza con gli altri colleghi degli Stati membri Ue tenutasi nella giornata di giovedì, è estesa a tutti i viaggiatori europei. Inoltre, l’Eliseo ha affermato come altri Paesi dell’Unione Europea si stiano muovendo nella stessa direzione.

Palazzo dell’Eliseo a Parigi | Courtesy vostok 91, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Anche il Belgio è passato alla linea dura, bannando i voli non essenziali da questo mercoledì. La scelta si è resa necessaria per fronteggiare l’emergenza sanitaria dovuta alla circolazione delle varianti del Covid-19, ha annunciato il Primo Ministro Alexander De Croo venerdì scorso: “Non è nostra intenzione costruire un muro intorno al Belgio. Possiamo andare nelle altre nazioni, ma solo per motivi essenziali”.

Sempre nella giornata di mercoledì anche la Finlandia si appresta ad adottare misure più severe, come riferito dal ministro della Salute Krista Kiuru: dal 27 gennaio il Paese finnico permetterà soltanto viaggi essenziali, sia in entrata che in uscita. “La soluzione più efficace è limitare le ragioni per entrare nel Paese”, ha dichiarato Kiuru, sostenendo così la linea dura del suo governo, nonostante la Finlandia sia tra le nazioni meno colpite dal Covid-19.

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